Auto connesse al cervello: l’auto del futuro

AUTO CONNESSE AL CERVELLO: L’AUTO DEL FUTURO

L’auto connessa al cervello o Brain-to-Vehicle (B2V), negli ultimi anni, rappresenta un’innovativa tecnologia, ad oggi implementata solo dal leader giapponese del mercato Nissan:

se da un lato la maggior parte delle case automobilistiche è impegnata nella realizzazione delle ultime innovazioni di settore – come le auto a guida autonoma – dall’altro lato il mondo automobilistico è in costante evoluzione e sempre pronto ad introdurre novità all’avanguardia .

Quest’ultima complessa tecnologia consentirà ai veicoli di controllare gli stessi e le proprie funzionalità, interpretando i segnali del cervello del conducente. Chiamata tecnologia Brain-to-Vehicle (B2V) , è stata sviluppata dal centro di ricerca interno di Nissan e ha il potenziale per ridefinire il modo in cui le persone interagiscono con le auto.

Auto connessa al cervello: che cos’è

Al livello più avanzato delle auto a guida autonoma, il conducente non ha alcun ruolo da svolgere: in questa tipologia di veicolo, le persone potenzialmente possono “dimenticare” al volante e affidarsi all’intelligenza artificiale per guidare i veicoli.

Tuttavia, non tutti sono pronti a rinunciare al piacere della guida e, per soddisfare le aspettative degli amanti delle quattro ruote, le aziende automobilistiche hanno iniziato a implementare funzioni di assistenza alla guida come miglioramento dei sistemi frenati, di accelerazione e di parcheggio. Oltre a questi comfort di guida, il gigante automobilistico giapponese, Nissan Motor Co., ha introdotto l’ auto connessa al cervello , una tecnologia rivoluzionaria che ridefinisce il futuro della guida. Ma che cos’è esattamente?

La tecnologia Brain-to-Vehicle può leggere le onde cerebrali utilizzando un copricapo con elettrodi, il quale a sua volta può leggere e catturare i segnali cerebrali del conducente utilizzando la tecnologia dell’elettroencefalografia (EEG). Questi segnali catturati sono poi interpretati utilizzando l’intelligenza artificiale.

Questa tecnologia offre due vantaggi chiave:

  1. Migliora le prestazioni del guidatore, consentendogli di raggiungere il suo pieno potenziale di guida, mantenendo il pieno controllo della vettura
  2. Fornisce una personalizzazione in tempo reale della modalità di guida autonoma e di altre funzioni

La tecnologia B2V rileva i segnali cerebrali non appena vengono attivati e vengono poi tradotti in tecnologie di assistenza alla guida, che possono intraprendere rapidamente le azioni necessarie a controllare il veicolo. Di conseguenza, i tempi di reazione del conducente vengono accelerati, rendendo la guida molto più sicura e, al tempo stesso, divertente.

Come funziona auto connessa al cervello

Questa tecnologia innovativa di Nissan è il frutto dell’unione tra l’esperienza di guida umana e la tecnologia di guida semi-autonoma. Il funzionamento della tecnologia B2V si fonda su due aspetti chiave, la previsione e il rilevamento.

  1. Previsione: leggendo e interpretando i segnali cerebrali, la tecnologia B2V può prevedere le azioni del conducente e aiutarlo a intraprendere le azioni di guida più velocemente. Identificando i segnali che il cervello del conducente sta per iniziare un determinato movimento – come girare il volante o spingere il pedale dell’acceleratore – le tecnologie di assistenza alla guida intervengono per supportare il guidatore. Questo migliora i tempi di reazione e rende la guida più piacevole, soprattutto su terreni accidentati. Ad esempio, sulle strade di montagna dove ci sono molte curve strette, grazie al B2V i conducenti possono facilmente tenere la loro auto sotto controllo, guidando meglio e con più fiducia.
  2. Rilevamento: questa è un’altra importante applicazione della tecnologia B2V. Quest’ultima rileva e valuta la posizione del conducente e altri aspetti come la pressione, la temperatura per individuare eventuali disagi percepiti dal conducente durante la guida. In questo modo è possibile modificare la configurazione o lo stile di guida per migliorare il comfort e la sicurezza della guida.

Brain-to-Vehicle: Nissan riscrive il futuro dell’auto

Commentando il lancio della tecnologia B2V, Daniele Schillaci – vicepresidente esecutivo di Nissan – ha detto:

“Quando le persone pensano alla guida autonoma, la maggior parte ha una visione molto impersonale del futuro, dove gli esseri umani cedono il controllo alle macchine. Eppure la tecnologia Brain-to-Vehicle fa il contrario, utilizzando i segnali del proprio cervello per rendere la guida ancora più eccitante e piacevole.”[1]

 

La tecnologia Brain-to-Vehicle di Nissan è il primo sistema al mondo per il rilevamento e l’analisi in tempo reale dell’attività cerebrale relativa alla guida. Comprende l’attività che precede il movimento intenzionale (ad esempio la

sterzata), nota come potenziale corticale legato al movimento (MRCP), e l’attività che rivela lo scostamento tra ciò che il conducente si aspetta e ciò che sta vivendo (ad esempio, l’auto che si muove troppo velocemente), nota come potenziali legati all’errore (ErrP).

 

Questa attività delle onde cerebrali viene misurata tramite una calotta cranica indossata dal guidatore e analizzata per l’implementazione immediata da parte di sistemi autonomi di bordo. Anticipando il movimento previsto, i sistemi possono attivarsi – girando il volante o rallentando l’auto – da 0,2 a 0,5 secondi più velocemente del tempo medio di risposta umana, migliorando i tempi di reazione, pur rimanendo impercettibile per il conducente.

Auto connessa al cervello: applicazioni e sfide future

Nonostante la possibilità di catturare e interpretare i segnali generati dal cervello possa sembrare un meccanismo affascinante per migliorare l’esperienza di guida, alcuni esperti del settore hanno manifestati dubbi sulla sua reale applicazione pratica.

Infatti, dal momento che il cervello lavora costantemente su diversi stimoli ed elementi, vari segnali vengono generati simultaneamente ogni secondo. Per questo motivo, alcuni mettono in dubbio la capacità della tecnologia B2V di filtrare tutti gli altri segnali generati dal cervello e considerare solo quelli relativi alla guida. Come si comporta un’auto connessa al nostro sistema nervoso con segnali cerebrali non inerenti al veicolo?

Oltre a ciò, un’altra sfida connessa alla tecnologia Brain-to-Vehicle è che il conducente deve necessariamente indossare un copricapo con sensori, che potrebbe essere considerato scomodo e invasivo.

Tuttavia, se l’implementazione pratica di questa tecnologia potrebbe richiedere da cinque a dieci anni per essere portata in produzione, si tratta comunque di una rivoluzione senza precedenti del mondo automobilistico , che farà molto parlare di sé in futuro.

Fonti

https://www.nissan-global.com/EN/TECHNOLOGY/OVERVIEW/b2v.html

https://italy.nissannews.com/it-IT/releases/release-426213421-nissan-brain-to-vehicle-la-tecnologia-che-riscrive-il-futuro-della-guida

Auto connesse al nostro cervello e le altre novità nell’abitacolo del futuro

 

Al livello più avanzato delle auto a guida autonoma, il conducente non ha alcun ruolo da svolgere: in questa tipologia di veicolo, le persone potenzialmente possono “dimenticare” al volante e affidarsi all’intelligenza artificiale per guidare i veicoli.

Tuttavia, non tutti sono pronti a rinunciare al piacere della guida e, per soddisfare le aspettative degli amanti delle quattro ruote, le aziende automobilistiche hanno iniziato a implementare funzioni di assistenza alla guida come miglioramento dei sistemi frenati, di accelerazione e di parcheggio. Oltre a questi comfort di guida, il gigante automobilistico giapponese, Nissan Motor Co., ha introdotto l’ auto connessa al cervello , una tecnologia rivoluzionaria che ridefinisce il futuro della guida. Ma che cos’è esattamente?

La tecnologia Brain-to-Vehicle può leggere le onde cerebrali utilizzando un copricapo con elettrodi, il quale a sua volta può leggere e catturare i segnali cerebrali del conducente utilizzando la tecnologia dell’elettroencefalografia (EEG). Questi segnali catturati sono poi interpretati utilizzando l’intelligenza artificiale.

Questa tecnologia offre due vantaggi chiave:

  1. Migliora le prestazioni del guidatore, consentendogli di raggiungere il suo pieno potenziale di guida, mantenendo il pieno controllo della vettura
  2. Fornisce una personalizzazione in tempo reale della modalità di guida autonoma e di altre funzioni

La tecnologia B2V rileva i segnali cerebrali non appena vengono attivati e vengono poi tradotti in tecnologie di assistenza alla guida, che possono intraprendere rapidamente le azioni necessarie a controllare il veicolo. Di conseguenza, i tempi di reazione del conducente vengono accelerati, rendendo la guida molto più sicura e, al tempo stesso, divertente.

Come funziona auto connessa al cervello

Questa tecnologia innovativa di Nissan è il frutto dell’unione tra l’esperienza di guida umana e la tecnologia di guida semi-autonoma. Il funzionamento della tecnologia B2V si fonda su due aspetti chiave, la previsione e il rilevamento.

  1. Previsione: leggendo e interpretando i segnali cerebrali, la tecnologia B2V può prevedere le azioni del conducente e aiutarlo a intraprendere le azioni di guida più velocemente. Identificando i segnali che il cervello del conducente sta per iniziare un determinato movimento – come girare il volante o spingere il pedale dell’acceleratore – le tecnologie di assistenza alla guida intervengono per supportare il guidatore. Questo migliora i tempi di reazione e rende la guida più piacevole, soprattutto su terreni accidentati. Ad esempio, sulle strade di montagna dove ci sono molte curve strette, grazie al B2V i conducenti possono facilmente tenere la loro auto sotto controllo, guidando meglio e con più fiducia.
  2. Rilevamento: questa è un’altra importante applicazione della tecnologia B2V. Quest’ultima rileva e valuta la posizione del conducente e altri aspetti come la pressione, la temperatura per individuare eventuali disagi percepiti dal conducente durante la guida. In questo modo è possibile modificare la configurazione o lo stile di guida per migliorare il comfort e la sicurezza della guida.

Brain-to-Vehicle: Nissan riscrive il futuro dell’auto

Commentando il lancio della tecnologia B2V, Daniele Schillaci – vicepresidente esecutivo di Nissan – ha detto:

“Quando le persone pensano alla guida autonoma, la maggior parte ha una visione molto impersonale del futuro, dove gli esseri umani cedono il controllo alle macchine. Eppure la tecnologia Brain-to-Vehicle fa il contrario, utilizzando i segnali del proprio cervello per rendere la guida ancora più eccitante e piacevole.”[1]

 

La tecnologia Brain-to-Vehicle di Nissan è il primo sistema al mondo per il rilevamento e l’analisi in tempo reale dell’attività cerebrale relativa alla guida. Comprende l’attività che precede il movimento intenzionale (ad esempio la

sterzata), nota come potenziale corticale legato al movimento (MRCP), e l’attività che rivela lo scostamento tra ciò che il conducente si aspetta e ciò che sta vivendo (ad esempio, l’auto che si muove troppo velocemente), nota come potenziali legati all’errore (ErrP).

 

Questa attività delle onde cerebrali viene misurata tramite una calotta cranica indossata dal guidatore e analizzata per l’implementazione immediata da parte di sistemi autonomi di bordo. Anticipando il movimento previsto, i sistemi possono attivarsi – girando il volante o rallentando l’auto – da 0,2 a 0,5 secondi più velocemente del tempo medio di risposta umana, migliorando i tempi di reazione, pur rimanendo impercettibile per il conducente.

Auto connessa al cervello: applicazioni e sfide future

Nonostante la possibilità di catturare e interpretare i segnali generati dal cervello possa sembrare un meccanismo affascinante per migliorare l’esperienza di guida, alcuni esperti del settore hanno manifestati dubbi sulla sua reale applicazione pratica.

Infatti, dal momento che il cervello lavora costantemente su diversi stimoli ed elementi, vari segnali vengono generati simultaneamente ogni secondo. Per questo motivo, alcuni mettono in dubbio la capacità della tecnologia B2V di filtrare tutti gli altri segnali generati dal cervello e considerare solo quelli relativi alla guida. Come si comporta un’auto connessa al nostro sistema nervoso con segnali cerebrali non inerenti al veicolo?

Oltre a ciò, un’altra sfida connessa alla tecnologia Brain-to-Vehicle è che il conducente deve necessariamente indossare un copricapo con sensori, che potrebbe essere considerato scomodo e invasivo.

Tuttavia, se l’implementazione pratica di questa tecnologia potrebbe richiedere da cinque a dieci anni per essere portata in produzione, si tratta comunque di una rivoluzione senza precedenti del mondo automobilistico , che farà molto parlare di sé in futuro.

Fonti

https://www.nissan-global.com/EN/TECHNOLOGY/OVERVIEW/b2v.html

https://italy.nissannews.com/it-IT/releases/release-426213421-nissan-brain-to-vehicle-la-tecnologia-che-riscrive-il-futuro-della-guida

Auto connesse al nostro cervello e le altre novità nell’abitacolo del futuro

 

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All the implemented logics must be tested in MIL (Model-In the –Loop) SIL (Software- In the –Loop) by the candidate. Support for the software and application engineers is needed to finish the test in HIL (Hardware- In the – Loop) and directly on the test bench or inside the vehicle.

The candidate should be able to suggest innovative solutions to improve the entire system performance or simplify the current state of art of the different strategy implemented by the Hybrid Control group.

Requirements:

  • > 1+ years of MATLAB/Simulink development.
  • > 1+ years of experience in development of advanced automatic controls. C coding and MISRA knowledge.
  • Preferred Qualifications:
  • MS or PhD in Engineering, automation, electrical, electronic preferred.
  • One-plus (1+) years engineering experience in battery system control/estimation or electric machine controls.
  • Excellent technical skills in engineering, mathematics, and numerical methods.
  • Record of innovation is desirable: invention disclosures, patents, technical publications. Knowledge of the main tool for application and SW testing in automotive (Inca, DSpace).
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  • Perseguire gli obiettivi dell’azienda di cost reduction;
  • Raccogliere dal supervisor i dati per le ottimizzazioni del componente e portare avanti le modifiche richieste con l’utilizzo dei reparti di R&D;
  • Collaborare alla stesura delle modifiche, e far realizzare il prototipo per capire se la modifica è migliorativa o no;
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